Servizi CAF



 


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MOD 730/2016

BOZZA MODELLO
BOZZA ISTRUZIONI
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RED

RED è la dichiarazione che l’INPS richiede al fine di procedere annualmente, nei confronti dei pensionati titolari di prestazioni legate al reddito, alla verifica delle situazioni reddituali incidenti sulla misura o sul diritto alle prestazioni previdenziali e/o assistenziali e provvedere, entro l’anno successivo, al recupero di quanto eventualmente corrisposto in eccedenza.
Non deve presentare il RED

Chi, per obbligo o per facoltà, presenta la dichiarazione dei redditi (730 o Unico) e non possiede redditi esenti o esclusi dalla dichiarazione.
DEVE PRESENTARE IL RED

Chi presenta la dichiarazione dei redditi e possiede anche redditi non indicati in 730 o Unico (redditi esenti o esclusi dalla dichiarazione)

chi è esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi ed effettivamente non la presenta
chi non ha alcun reddito oltre la pensione
Le eccezioni alla regola generale della presentazione della dichiarazione dei redditi. Indipendentemente dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (730 o Unico), il pensionato è obbligato alla presentazione del RED, qualora sia titolare di uno dei seguenti redditi:
Reddito derivante da rapporti di lavoro dipendente prestato all’estero Redditi di lavoro autonomo, anche se presenti nella dichiarazione dei redditi
Reddito derivante da prestazioni coordinate e continuative a progetto Redditi di capitale quali interessi bancari, postali, dei BOT, dei CCT e altri titoli di Stato o altri proventi di quote di investimento ecc.
Prestazioni assistenziali in danaro erogate dalla Stato o altri Enti Pubblici
Altri redditi non assoggettabili all’IRPEF
Pensioni erogate da Stati esteri
Rendite vitalizie o a tempo determinato costituite a titolo oneroso erogate da soggetti residenti in Stati esteri
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IMU - TASI


IUC

L’Imposta unica comunale (IUC) comprende in sé tre imposte che si sommano fra loro e, soprattutto, non abrogano o sostituiscono in alcun modo altre imposte .
Le tre imposte della IUC sono:

La TASI
La TARI
L’IMU

Trattandosi di tre differenti imposte, ognuna ha regole di applicazione proprie e modalità di calcolo specifiche.
Pur essendo il comune l’unico ente a cui confluiscono i tributi contraddistinti dai diversi acronimi, possono essere diversi i tempi e le forme di pagamento e anche il gestore del tributo.

Le principali norme che uniscono sotto il medesimo ombrello questi tre differenti tributi, possiamo così riassumerle:
Per ogni tipologia di imposta, il comune deve redigere e approvare un proprio regolamento. Attualmente i comuni stanno approvando un primo regolamento IUC che si compone di 4 capitoli: il primo per la parte generale e gli altri per i diversi tributi.
-Con questi regolamenti vengono stabilite le regole con le quali i cittadini dovranno pagare le imposte locali (ad esempio, stabilendo le date entro le quali dovranno essere eseguiti i versamenti e i minimi annuali sotto i quali l’imposta non è dovuta) e i limiti entro i quali il consiglio comunale dovrà, annualmente, approvare le aliquote dei tributi e le eventuale detrazioni e riduzioni. Ogni anno, quindi, per ogni tributo, potremo avere differenti aliquote di imposta.
-Una norma particolare che riguarda TASI e IMU obbligherebbe i comuni ad approvare le aliquote rimanendo nel tetto massimo delle aliquote previste per l’attuale IMU, ossia il 10,6 per mille, il Decreto legge del Governo ha modificato la norma dando possibilità di sforare per il 2014 il tetto sopra indicato di uno 0,8 per mille (l’aliquota massima di IMU e TASI insieme, diventerà perciò il 11,4 per mille).

Per tutti i tributi che si ritrovano sotto l’acronimo IUC, le imposte sono corrisposte in base a tariffe/aliquote definite per anno solare ognuno dei quali coincide con un’autonoma obbligazione tributaria.
Al comune compete l’attività di accertamento, che può avvenire anche mediante l’invio di specifici questionari ai contribuenti e finanche prevedendo ispezioni da parte di personale debitamente autorizzato ma con preavviso di almeno 7 giorni.

TASI


La TASI è stata istituita con il comma 639 della legge di stabilità per il 2014; TASI sta per Tariffa sui Servizi Indivisibili.
Il denominatore di queste tre distinte componenti della IUC sono gli immobili (fabbricati, aree fabbricabili e, in taluni casi, terreni agricoli) che insistono sul territorio comunale.
La TASI serve a sostenere le spese dei comuni per i servizi cosiddetti “indivisibili”, quei servizi, cioè, che per il fatto di essere usufruiti da tutti i residenti del comune, non possono essere fatti pagare direttamente al fruitore.

Esempi di servizi indivisibili sono:

l’illuminazione pubblica,
la manutenzione delle strade,
la sicurezza,
l’anagrafe, ecc.

Insieme con le aliquote della TASI il comune dovrà approvare l’elenco dei servizi che verranno pagati con l’introito del nuovo tributo e le somme destinate a ciascuno di essi.

La TASI la deve pagare sia il proprietario che il detentore dell’immobile, secondo aliquote e quote stabilite da ogni singolo comune. Ad esempio, oltre che dai proprietari degli immobili, la TASI verrà pagata anche dagli inquilini che abitano in affitto o che hanno a disposizione alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Ogni comune stabilisce le aliquote della TASI avendo riguardo ai costi per i servizi indivisibili che prevede di sostenere nell’anno. Il comune definisce, per ogni tipologia di immobile, l’aliquota e, per gli immobili che non sono abitati direttamente dal proprietario, stabilisce la quota di imposta che deve essere pagata dai proprietari e quella che deve essere pagata dai conduttori.
Le aliquote hanno una soglia massima che però, deve essere considerata unitamente a quella dell’IMU. In buona sostanza, per il 2014, TASI e IMU insieme non possono superare l’aliquota massima dell’11,4 per mille sugli immobili diversi dalle abitazioni principali e del 3,3 per mille sulle abitazioni principali, salvo quelle considerate di alto pregio (categoria A1, A8 e A9) che potrebbero essere assoggettate all’aliquota massima del 6 per mille comprensiva di IMU e TASI.

Calcolare la TASI è come calcolare l’IMU, solo che bisogna fare attenzione perché, diversamente dall’IMU, le aliquote sono espresse in “per mille”.
Esempio: un proprietario possiede un appartamento al 100% con rendita catastale pari a euro 500.
L’aliquota stabilita dal comune è il 2,5 per mille.
I calcoli sono i seguenti:
500 x 1,05 x 160 x 2,5 / 1000 = 210 euro di IMU

Il comune può definire riduzioni o agevolazioni per particolari situazioni soggettive. La delibera comunale, insieme alle aliquote può stabilire anche delle riduzioni di imposta a favore di alcune tipologie di nuclei familiari. I comuni adottano l’ISEE per riconoscere agevolazioni ai nuclei che si trovano in condizioni di disagio economico.

Il pagamento lo decide il comune e sono previste almeno due rate semestrali (ma l’imposta potrebbe essere divisa anche in più rate) il cittadino può sempre decidere di pagare tutta l’imposta con un unico versamento entro il 16 giugno dell’anno di riferimento. Si effettua con bollettino di conto corrente postale o con modello F24 (come per l’IMU).

Ogni comune potrebbe prevedere modalità (e moduli) diversi di dichiarazione, sia per la TASI che per la TARI e per l’IMU; la regola generale è che queste dichiarazioni andranno presentate tutte le volte che si modificano i criteri per calcolare le imposte di riferimento (ad esempio, quando l’inquilino cessa di abitare un immobile).

I termini di presentazione sono attualmente fissati dal Dl 85/2013 al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si sono verificati gli eventi che hanno generato l’obbligo di presentazione della dichiarazione.

TARI

La TARI è stata istituita con il comma 639 della legge di stabilità per il 2014; TARI sta per Tariffa Rifiuti e sostituisce le precedenti TIA1 e TIA2 e TARES.

Il denominatore di queste tre distinte componenti della IUC sono gli immobili (fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli) presenti nel territorio comunale.

Le entrate della TARI è necessaria a sostenere le spese dei comuni per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

La TARI deve essere pagata dagli utilizzatori degli immobili che producono rifiuti urbani per i quali opera il servizio di raccolta e smaltimento.

Ogni comune stabilisce le proprie tariffe in base ai costi reali della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Se il comune ha approntato un sistema di rilevazione puntuale dei rifiuti urbani prodotti, la tariffa può avere natura di corrispettivo.

La tariffa si calcola in base alla superficie calpestabile degli immobili e al numero di componenti del nucleo familiare che vi risiedono. Il contribuente paga l’importo che gli viene comunicato direttamente dal comune o dall’azienda comunale che effettua il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

La riduzione della tariffa viene applicata dal comune con riferimento al valore dell’ISEE del nucleo familiare

La TARI si pagherà in un minimo di due e fino un massimo di quattro rate le cui scadenze saranno fissate con delibera regolamentare del comune.

Il pagamento avviene con bollettino di conto corrente postale o con modello F24 inviato al contribuente a cura del comune o dell’azienda che eroga il servizio di raccolta.

Ogni comune potrebbe prevedere modalità (e moduli) diversi di dichiarazione, sia per la TASI che per la TARI e per l’IMU; la regola generale è che queste dichiarazioni andranno presentate tutte le volte che l’inquilino cessa di abitare un immobile.

I termini di presentazione sono attualmente fissati dal Dl 85/2013 al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si sono verificati gli eventi che hanno generato l’obbligo di presentazione della dichiarazione.

Soprattutto per la TARI, però, occorre avere particolare attenzione al regolamento comunale che potrebbe imporre obblighi di dichiarazione anche molto ravvicinati rispetto al verificarsi degli eventi che modificano la determinazione della tariffa.

IMU

L’IMU è stata istituita con il decreto legislativo 14 marzo 2011 n. 23; nel tempo ha subito numerose modificazioni, per ultimo anche con la legge di stabilità per il 2014; IMU sta per Imposta Municipale Propria.
L’IMU si paga per sostenere le spese dei comuni per l’insieme dei servizi da questi erogati. Come l’addizionale comunale all’IRPEF, rientra nella fiscalità generale dei comuni i quali, diversamente rispetto alla TASI, non sono tenuti a deliberare i capitoli di spesa dove le somme riscosse verranno impiegate.
L’IMU deve essere pagata dai possessori degli immobili che deriva loro da un diritto reale (proprietà, diritto di abitazione e/o diritto d’uso).
Ai fini IMU è assimilato ad un diritto reale l’uso dell’ex casa coniugale concesso dal giudice al coniuge separato e/o divorziato, a condizione che questi vi dimori abitualmente e abbia in essa la sua residenza. Dal 2014 non pagano l’IMU l’abitazione principale e le relative pertinenze.
-Ogni comune stabilisce autonomamente le aliquote dell’IMU. L’ente può considerare abitazioni principali dei proprietari (e quindi non far pagare l’imposta) l’unità immobiliare:
posseduta da anziani e disabili residenti in istituti di cura o di ricovero
posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a condizione che non siano state affittate.
Il comune può prevedere specifiche agevolazioni per un solo immobile concesso in comodato gratuito a parenti entro il primo grado (genitori - figli) prevedendo che l’agevolazione operi o limitatamente alla quota di rendita non eccedente il valore di euro 500;
o nel solo caso in cui il comodatario faccia parte di un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 euro.
È, sostanzialmente lo stesso calcolo che si deve eseguire per la TASI: si moltiplica la rendita catastale degli immobili con i coefficienti di rivalutazione previsti dalla normativa e, a tale valore, si applicano le aliquote dell’imposta determinate anno per anno dal comune.
I principali casi particolari riguardano: le abitazioni di cat. A1 A8 e A9, per le quali non vige l’esenzione dall’imposta ma per le quali può essere calcolata una detrazione stabilita dal comune che non può essere inferiore a 200 euro.
Le aree fabbricabili per le quali l’imponibile è costituito dal valore di mercato dell’area al primo gennaio dell’anno di imposizione.
Per gli immobili inagibili l’imposta è ridotta al 50% per effetto della riduzione dell’imponibile calcolato con l’applicazione dei coefficienti di rivalutazione.
Il comune può definire una detrazione dall’imposta dovuta (anche fino all’ammontare dell’imposta stessa) per le abitazioni principali di categoria A1 A8 e A8.
Al di fuori di questa casistica il comune può decidere l’applicazione di aliquote ridotte in casi particolari, ma non può prevedere detrazioni dall’imposta dovuta.
L’imu si paga in due rate con scadenza il 16 giugno e il 16 dicembre dell’anno di riferimento.
Con bollettino di conto corrente postale o con modello F24 (come per la TASI).
Ogni comune potrebbe prevedere modalità (e moduli) diversi di dichiarazione, sia per la TASI che per la TARI e per l’IMU; la regola generale è che queste dichiarazioni andranno presentate tutte le volte che si modificano i criteri per calcolare le imposte di riferimento (ad esempio, quando l’inquilino cessa di abitare un immobile).
I termini di presentazione sono attualmente fissati dal Dl 85/2013 al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si sono verificati gli eventi che hanno generato l’obbligo di presentazione della dichiarazione.
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SUCCESSIONI


La dichiarazione di successione deve essere presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione (decesso del defunto) da:

i chiamati all’eredità
i legatari;
gli amministratori dell’eredità e i curatori delle eredità giacenti;
gli esecutori testamentari;
gli immessi nel possesso temporaneo dei beni, in caso di assenza o morte presunta.
Nel caso siano tenuti alla presentazione più soggetti, è sufficiente che adempia anche uno solo. Alla dichiarazione occorre allegare (tra l’altro):
certificato di morte (o copia autentica della sentenza dichiarativa di assenza o morte presunta);
stato di famiglia del defunto e quelli degli eredi e legatari in rapporto di parentela o affinità con il defunto;
copia autentica degli atti di ultima volontà
estremi catastali degli immobili oggetto della successione;
prospetto di liquidazione delle imposte ipotecaria e catastale.

Fino alla scadenza del termine la dichiarazione presentata può essere modificata mediante la presentazione di dichiarazioni sostitutive.
Anche dopo la scadenza del termine è possibile rettificare eventuale errori commessi nella dichiarazione originaria.
La domanda di voltura catastale deve essere presentata entro trenta giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione, da parte dei medesimi soggetti tenuti alla presentazione di quest’ultima, al fine di consentire l’aggiornamento dei dati catastali.
Alla domanda di voltura catastale occorre allegare:

copia della dichiarazione di successione;
certificato di morte del defunto;
stato di famiglia del defunto e di ciascun erede;
certificato catastale degli immobili oggetto della successione;
copia del testamento autenticata dal notaio.

Fonti normative

L’art. 13, comma 1, della l. 18 ottobre 2001, n. 383 ha soppresso l’imposta sulle successioni e donazioni.
Tuttavia, se cadono in successione beni immobili o diritti reali immobiliari, è necessario:

presentare l’apposita dichiarazione (artt. 28 ss. d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 346);
presentare la domanda di voltura catastale;
corrispondere le imposte ipotecarie e catastali, la tassa ipotecaria (d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 347) e l’imposta di bollo.

Le successioni: modalità di adempimento

La dichiarazione di successione deve essere presentata:

all’Ufficio delle Entrate nella cui circoscrizione era residente il defunto al momento del decesso;
se il defunto era residente all’estero, all’ufficio delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza italiana o, se questa è sconosciuta, all’Ufficio delle Entrate di Roma 6.
La dichiarazione può essere consegnata direttamente all’Ufficio che rilascia ricevuta, ovvero spedita per raccomandata.
La domanda di voltura catastale deve essere presentata all’Ufficio del Territorio della provincia nel cui territorio ha sede l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate presso cui è stata presentata la dichiarazione di successione.
La domanda di voltura può essere presentata in formato cartaceo oppure su supporto magnetico.
E’ prevista l’introduzione di un modello unico di dichiarazione di successione e voltura catastale, con possibilità di invio telematico.
D.lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 Approvazione del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 novembre 1990, n. 277
D.lgs. 31 ottobre 1990, n. 347 Testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 27 novembre 1990, n. 277
Decreto Ministero delle Finanze 14 dicembre 1991 Determinazione dei moltiplicatori da applicare, a partire dal 1992, alle rendite catastali dei fabbricati e dei terreni per stabilire il valore minimo da dichiarare ai fini dell’imposta di registro, dell’imposta di successioni e donazioni, e delle connesse imposte ipotecarie e catastali, e dell’imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili
Decreto Presidente della Repubblica, 18 agosto 2000, n. 308 Regolamento concernente l’utilizzazione di procedure telematiche per gli adempimenti tributari in materia di atti immobiliari, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2000, n. 254
L. 21 novembre 2000, n. 342 Misure in materia fiscale, art. 69, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 25 novembre 2000, n. 276
Agenzia delle Entrate, circolare 7 maggio 2001, n. 44/E Imposta sulle successioni e sulle donazioni - Legge 21 novembre 2000, n. 342, articolo 69
L. 18 ottobre 2001, n. 383 Primi interventi per il rilancio dell’economia, capo VI, artt. 13-17, Soppressione dell’imposta sulle successioni e donazioni, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 24 ottobre 2001, n. 248
Agenzia delle Entrate, circolare 18 ottobre 2001, n. 91/E Soppressione dell’imposta sulle successioni e donazioni. Primi chiarimenti
D.l. 31 gennaio 2005, n. 7 Disposizioni urgenti per l’università e la ricerca, per i beni e le attività culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilità dei pubblici dipendenti, nonché per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio 2005, n. 24
Agenzia del Territorio, circolare 4 febbraio 2005, n. 1/2005 Aggiornamento degli importi fissi dell’imposta ipotecaria, dell’imposta di bollo, delle tasse ipotecarie e dei tributi speciali catastali - Articolo 1, comma 300, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005) - Primi chiarimenti
Decreto Ministero dell’Economia e delle Finanze, 24 maggio 2005 Aggiornamento degli importi fissi dell’imposta di bollo e delle tasse sulle concessioni governative, ai sensi dell’articolo 1, comma 300, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 2005, n. 123).
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CUD INPS


Quest’anno l’INPS non invia il modello CUD al domicilio dei pensionati, Il CAF LF mette a disposizione un servizio per la consultazione e stampa dei modelli CUD pensionati INPS. Con noi potrai stampare e ritirare il CUD da utilizzare per la tua dichiarazione Redditi. Inoltre sono disponibili tutte le informazioni relative alle matricole RED e ICRIC.
Il Modello CUD per la dichiarazione dei redditi

Primi mesi Il modello CUD è il documento necessario per la presentazione della denuncia dei redditi, che l’Inps elabora entro i dell’anno con i redditi percepiti nell’anno precedente.
Nel modello non sono segnalate le trattenute effettuate ai pensionati che lavorano.
Per i titolari di due o più trattamenti di pensione, anche se erogati da diverse gestioni previdenziali viene elaborato un unico CUD, che certifica tutti i redditi di pensione corrisposti nell’anno precedente.
In caso di pensione di reversibilità pagata a più titolari, viene elaborato un modello per ciascun titolare con le quote riferite ad ognuno di loro.
Come ottenere il modello

Quest’anno l’INPS non invia il modello CUD al domicilio dei pensionati, Il CAF LF mette a disposizione un servizio per la consultazione e stampa dei modelli CUD pensionati INPS presso gli Uffici periferici.
I Contribuenti potranno richiedere e ritirare il modello CUD stampato da utilizzare per la dichiarazione dei Redditi. Inoltre sono disponibili tutte le informazioni relative alle matricole RED e INVCIV.
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Locazioni


Il CAF conferma il suo impegno nel sostegno e assistenza ai cittadini nell’ambito degli adempimenti fiscali e delle problematiche di locazione abitativa offrendo il nuovo servizio “Registrazione contratti di locazione”. Attraverso questo servizio il CAF effettua le registrazioni dei contratti di locazione con il contestuale pagamento on-line delle imposte di registro, di bollo e di eventuali interessi e sanzioni, fornendo al contribuente un notevole risparmio di tempo, energie e costi dell’operazione .
Il servizio “Contratti di Locazione” consente di:

gestire sia la prima registrazione del contratto che gli adempimenti successivi richiesti dalla normativa:
annualità successive
proroghe
risoluzioni
cessioni
conguaglio di imposta
gestione cedolare secca
adempiere all’obbligo di registrazione (cumulativa) dei contratti di affitto di fondi rustici.

Il CAF LF, mette a disposizione un applicazione on line per la gestione completa del servizio “Registrazione dei contratti di locazione”. Il servizio è in linea con il nuovo modello RLI che ha sostituito il modello 69 per tutti gli adempimenti connessi ai contratti di locazione e affitto immobiliare.
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F24

Dal 1° ottobre 2006 i titolari di partita Iva hanno l’obbligo di effettuare i versamenti fiscali e previdenziali esclusivamente per via telematica (articolo 37, comma 49 del decreto legge 223/06).

Con DPCM 4 ottobre 2006 il termine è stato differito al 1° gennaio 2007 per tutti i soggetti diversi da quelli definiti dal TUIR, all’articolo 73 “società per azioni e in accomandita per azioni, società responsabilità limitata, società cooperative e società di mutua assicurazione” e lettera b) "enti pubblici e privati diversi dalle società che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali".

I contribuenti non titolari di partita IVA restano esclusi da tale obbligo e potranno continuare ad effettuare i versamenti con modello F24 cartaceo presso gli sportelli degli uffici postali, delle banche o degli agenti dei concessionari della riscossione. La norma è finalizzata ad una più efficiente gestione di tali versamenti in modo che i relativi dati siano immediatamente disponibili all’amministrazione finanziaria a vantaggio degli stessi contribuenti.

Il versamento telematico unitario delle imposte e dei contributi (articolo 17, comma 2 - pdf, e articolo 28, comma 1 - pdf, del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 241) può essere effettuato nei seguenti modi:

direttamente
o mediante lo stesso servizio telematico (Entratel o Fisconline) utilizzato per la presentazione telematica delle dichiarazioni; o ricorrendo ai servizi di home banking delle banche e di Poste Italiane, ovvero utilizzando i servizi di remote banking (CBI) offerti dalle banche.
tramite gli intermediari abilitati a Entratel o che aderiscono alla specifica convenzione con l’Agenzia delle Entrate
rivolta agli intermediari definiti dal D.P.R. n. 322/98, art. 3, comma 3 - pdf - ed utilizzano il software F24 cumulativo disponibile nella sezione "Servizi" del sito web di Entratel; o che si avvalgono dei predetti servizi telematici offerti dalle banche e da Poste Italiane.

Per effettuare il versamento tramite i servizi telematici dell’Agenzia (Fisconline ed Entratel) è necessario essere utenti abilitati ed essere titolari di un conto corrente presso una delle banche convenzionate con l’Agenzia delle Entrate. Ovviamente, anche i contribuenti non titolari di partita IVA, benché non obbligati, possono adottare le modalità telematiche di versamento utilizzando i servizi on-line. Per maggiori informazioni si rimanda alle pagine del sito che descrivono tale possibilità.

Le richieste di pagamento F24 online sono scartate - ed il versamento delle imposte non è eseguito – se non c’è corrispondenza tra il codice fiscale del contribuente, indicato nel modello F24, e il codice fiscale del titolare, o del cointestatario con abilitazione a operare con firma disgiunta, del conto corrente bancario o postale su cui si richiede l’addebito.

Ricordiamo, infine, che hanno l’obbligo di utilizzare il canale “Entratel” gli intermediari (commercialisti, ragionieri, avvocati, consulenti del lavoro, ecc.) di cui all’art. 3, comma 3, del DPR n. 322/98, le banche e le poste, i sostituti d’imposta tenuti a presentare il modello 770 per più di venti percipienti, le società che trasmettono le dichiarazioni per conto delle società del gruppo di cui fanno parte, di cui all’art 3, comma 2bis del DPR n. 322/98, le Amministrazioni dello Stato, i soggetti delegati alla registrazione telematica dei contratti di locazione.

Viceversa, utilizzano il canale “Fisconline” i sostituti d’imposta che presentano il modello 770 per meno di 20 percipienti e tutti gli altri contribuenti non obbligati, per legge, alla trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali, che vogliano farne uso.
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Modello EAS


Servizio e Software del Modello EAS. Compilazione guidata e stampa del modello reso obbligatorio dal Provvedimento del 2/09/2009, per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli Enti Associativi (art. 30 del d.l. n. 185).
Il modello deve essere presentato sia dagli enti già costituiti al 29 novembre 2008, data di entrata in vigore del d.l. n. 185 del 2008, sia da quelli costituitisi successivamente a tale data.
In particolare, gli enti già esistenti alla data del 29 novembre 2008 devono presentare il modello entro il 30 ottobre 2009; gli enti, invece, che sono stati costituiti successivamente al 29 novembre 2008 devono presentare il modello entro sessanta giorni dalla data di costituzione, oppure entro il 30 ottobre 2009 se il periodo di sessanta giorni è scaduto prima di tale data.
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INVCIV


I cittadini che ricevono l’indennità di accompagnamento o di frequenza, o l’assegno mensile per l’ invalidità o sono titolari di assegno o pensione sociale, devono ogni anno compilare i modelli ICRIC, ICLAV o ACCAS/PS, presso i Centri del Caf LF ricevono assistenza per la compilazione e la trasmissione all’INPS. All’inizio di ogni anno l’INPS invia a tutti gli interessati, unitamente al modello ObisM, una lettera nella quale vengono indicati i modelli da presentare tramite codici a barre. I modelli possono essere presentati rivolgendosi ai Centri del CAF LF che assisterà gratuitamente l’interessato nella compilazione dei modelli e li trasmetterà telematicamente all’INPS.
I modelli di dichiarazione devono essere sottoscritti dal dichiarante o dall’eventuale tutore/curatore.
ICRIC (Invalidità Civile RICovero)

Sono tenuti a presentare ogni anno il modulo ICRIC gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento o di indennità di frequenza. Nel modello ICRIC si dichiara la sussistenza o meno di uno stato di ricovero in istituto, e se questo è avvenuto a titolo gratuito o a pagamento. In ogni caso il modello va sempre presentato.
ICLAV (Invalidità Civile LAVoro)

Sono tenuti a presentare ogni anno il modulo ICLAV gli invalidi civili titolari di assegno mensile.
Nel modello ICLAV si dichiara la permanenza o meno del requisito di mancata prestazione di attività lavorativa o il reddito prodotto negli anni interessati.
Accas/PS (ACCertamento Assegno Sociale / Pensione Sociale)

Sono tenuti a presentare ogni anno il modulo ACCAS/PS i titolari di pensione sociale o assegno sociale.
Nel modello ACCAS/PS si dichiara la residenza stabile e continuativa in Italia. Per i soli titolari di assegno sociale sarà necessario dichiarare anche se vi è stato un periodo di ricovero in istituto o meno.
La consegna dei modelli al Caf può essere effettuata anche da un delegato. In quest’ultimo caso andranno esibiti la delega e i documenti di identità del dichiarante e del delegato. Anche in caso di delega, il modello deve essere firmato dal dichiarante/tutore. Occorre portare la lettera ricevuta dall’INPS con i codici a barre.
Per il modello ICRIC, in caso di ricovero è utile portare con sé - se disponibili - anche le ricevute dei pagamenti rilasciate dall’istituto di cura, mentre per l’ICLAV sarà utile portare l’ultima dichiarazione dei redditi.
Il dichiarante dovrà conservare la sua copia delle dichiarazioni di responsabilità e la relativa documentazione per 10 anni.
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Colf & Badanti


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Il CAF, al fine di offrire ai cittadini e ai lavoratori una tutela sempre più ampia che non riguardi solo le problematiche fiscali, interviene anche nel campo dell’assistenza familiare e sociale mettendo a disposizione di tutte le famiglie che intendono assumere collaboratrici domestiche, badanti,babysitter, ecc. un servizio che permette di regolarizzare e gestire il rapporto di lavoro domestico.
Il servizio “Colf e Badanti” consente di:

redigere il contratto di lavoro secondo le disposizioni del CCNL del Lavoro domestico ed effettuare tutte le funzioni di calcolo previste dal contratto stesso
gestire, nella sua interezza, il rapporto tra datore di lavoro e dipendente curandone tutti gli aspetti:
Assunzione e Chiusura rapporto
gestione orario di lavoro
parametri contributivi e calcolo dei Contributi INPS (CUAF /No CUAF)
indennità previste (vitto/alloggio)
maggiorazioni per il lavoro straordinario
festività Santo Patrono
rateizzazione della tredicesima mensilità
prospetto dei compensi ( Tipologia Modello CUD)
calcolare in maniera corretta e veloce la busta paga di colf e badanti in base ai seguenti elementi:
ore/giorni di lavoro e tipologia di lavoro: ordinario, straordinario, notturno, festivo, mancato recupero
ore/giorni e tipologia di assenza: ferie retribuite, maternità, infortunio, lutto, malattia, congedo matrimoniale, altre cause
elaborazione TFR (in base agli indici di rivalutazione mensili)