Consulenza ed Assistenza Sicurezza Luoghi di Lavoro, Ambientali e Alimentari

CONSULENZA ED ASSISTENZA SICUREZZA LUOGHI DI LAVORO

 
Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) obbligatorio per tutti dal 1° gennaio 2013

VERBALE DI ELEZIONE RLS 

VERBALE DI ELEZIONE RLS 1 DIPENDENTE

Dal 1° gennaio 2013, tutte le aziende (anche quelle che occupano meno di 10 lavoratori), dovranno redigere ed adottare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Ai sensi del D.Lgs. 81/08 sono considerati lavoratori anche i soci, i lavoratori a progetto, i lavoratori stagionali, gli stagisti, i coadiuvanti, o coloro i quali effettuano formazione anche a titolo di apprendistato o gratuito presso la sede dell`azienda.

Vista la delicatezza dell’oggetto, si pone evidenzia che:

in caso di violazioni sono previste pesanti sanzioni che possono arrivare fino all’arresto da 3 a 6 mesi o all’ammenda da € 2.500 a € 6.400:
La redazione di un DVR in azienda si configura inoltre come requisito indispensabile per l`accesso ad agevolazioni e benefici contributivi dl caso di particolari tipologie di assunzione.
I controlli competono agli ispettori delle ASL, agli ispettori del Lavoro ma anche l`ISPESL, l`ARPA, Carabinieri addetti al nucleo ispettorato del lavoro, ispettori dell`Agenzia delle Entrate e militari della Guardia di Finanza.
I controlli specifici sono avviati in modo indipendente ma scattano automaticamente a seguito di una denuncia di infortunio all`INAIL.
Il DVR deve essere elaborato dal datore di lavoro in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e con il medico competente (nei casi in cui è obbligatoria la sorveglianza sanitaria) previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Per le piccole imprese che occupano meno di 10 dipendenti, l`articolo 29, comma 5, del decreto legislativo n. 81/2008, cosi` come modificata dalla legge n. 101 del 12/07/2012 di conversione del decreto legge 12/05/2012 n. 57 prevede che: "I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all`articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all`articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l`effettuazione della valutazione dei rischi”
Quindi le aziende che occupano fino a 10 lavoratori potranno effettuare la valutazione dei rischi secondo le Procedure Standardizzate approvate dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ed elaborare il relativo documento (DVR)
Questo "nuovo" DVR andra` a sostituire la precedente autocertificazione di valutazione dei rischi. Tutte le imprese che avevano predisposto l`autocertificazione per la valutazione dei rischi dovranno ora procedere ad una valutazione dei rischi con le nuove procedure standardizzate. Anche chi non ha mai fatto nulla in tal senso potrà regolarizzare la propria posizione.

Chi è il  Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza RLS

Definizione di RLS
(Art 2, comma 1, lettera i) del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81) “persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro”

RLS – Diritti e Responsabilità
I diritti:
Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha, sostanzialmente, quattro diritti fondamentali:
- diritto all’informazione;
- diritto alla formazione;
- diritto alla partecipazione;
- diritto al controllo.
La responsabilità:
Il DLgs 81/08 non ha previsto alcuna specifica sanzione a carico dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il motivo risiede nel fatto che gli RLS, in considerazione dei compiti consultivi loro assegnati, non hanno alcun potere decisionale in merito alle scelte in materia di prevenzione infortuni effettuate dal datore di lavoro.
Quanto sopra non significa però che i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza vadano esenti da responsabilità, indipendentemente dalle modalità con cui svolgono il proprio compito; infatti, nel caso in cui l’RLS abbia contribuito all’adozione di una misura protettiva rivelatasi inadeguata, insufficiente o addirittura contraria alla legge, e l’abbia pretesa dal datore di lavoro, potrà essere chiamato a rispondere dell’infortunio che ne sia derivato.

Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza  (Art. 50 del D.Lgs. 81/2008)

1. Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:

a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
b) è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;
c) è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;
d) è consultato in merito all’organizzazione della formazione di cui all’articolo 37;
e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti
di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;
f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;
g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall’articolo 37;
h) promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;
i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito;
l) partecipa alla riunione periodica di cui all’articolo 35;
m) fa proposte in merito alla attività di prevenzione;
n) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;
o) può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

2. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dell’incarico senza perdita di retribuzione, nonché dei mezzi e degli spazi necessari per l’esercizio delle funzioni e delle facoltà riconosciutegli, anche tramite l’accesso ai dati, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera r), contenuti in applicazioni informatiche. Non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali.

3. Le modalità per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 1 sono stabilite in sede di contrattazione collettiva nazionale.

4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su sua richiesta e per l’espletamento della sua funzione, riceve copia del documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a).

5. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dei lavoratori rispettivamente del datore di lavoro committente e delle imprese appaltatrici, su loro richiesta e per l’espletamento della loro funzione, ricevono copia del documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26, comma 3.

6. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è tenuto al rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel documento di valutazione dei rischi e nel documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26, comma 3, nonché al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell’esercizio delle funzioni.

7. L’esercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è incompatibile con la nomina di responsabile o addetto al servizio di prevenzione e protezione.

Quanti RLS? (art. 47, comma 7, D.Lgs. 81/2008)

Il numero minimo dei RLS è:
a) 1 per le aziende o unità produttive sino a 200 lavoratori;
b) 3 per le aziende o unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori;
c) 6 per tutte le aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori. Aziende per le quali il numero dei RLS aumenta nella misura individuata dagli accordi interconfederali o dalla contrattazione collettiva.

Quale formazione? (art. 37 D.Lgs.81/2008)

Il RLS ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza così come precisato dall’art. 37, comma 10 del D.Lgs. 81/2008. Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del RLS sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale (art. 37, comma 11 D.Lgs. 81/2008). Tale formazione deve permettere al RLS di poter raggiungere adeguate conoscenze circa i rischi lavorativi esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi, nonché principi giuridici comunitari e nazionali, legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, principali soggetti coinvolti e relativi obblighi e aspetti normativi della rappresentanza dei lavoratori e tecnica della comunicazione.
La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano
più di 50 lavoratori (art. 37, comma 11 D.Lgs. 81/2008).
La formazione deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi (art. 37, comma 6 del D.Lgs. 81/2008). La formazione deve avvenire in collaborazione con gli organismi paritetici (dove presenti), durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori (art. 37, comma 12 D.Lgs. 81/2008).


TESTO UNICO D.lgs 81/08 ex 626/94 

 
Informa ed assiste le imprese in materia di prevenzione e di sicurezza nei luoghi di lavoro e di tutela Ambientale. Tutte le imprese, seppure in misura diversa, sono interessate.

Il servizio si articola su diversi aspetti:
  • consulenza ed assistenza per tutto ciò che riguarda lo smaltimento dei rifiuti, la loro classificazione, la tenuta del registro di carico e scarico, la denuncia annuale (MUD), cosa fare per i depositi temporanei
  •  assistenza alle imprese che operano nel settore dei Rifiuti
  • organizzazione corsi D.lgs 81/08 ex 626/94
  • consulenza ed assistenza sulle norme di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (D.lgs 81/08 ex 626/94 )
  • autocertificazione documentazione valutazione rischi (solo per le aziende familiari e le aziende che occupano fino a 10 addetti)
  • documentazione di valutazione dei rischi
  • nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’azienda, nomina del medico competente, obbligatoria nei casi di rischi specifici (solventi, polveri, fumi di saldatura...)
  • predisposizione misure di prevenzione incendi, pronto soccorso ed evacuazione
  • consulenza relativa all’ inquinamento idrico ed acustico in ambienti esterni, emissioni in aria, protezione dei lavoratori da rumore, piombo ed amianto (D.L. 277)
  • consulenza in materia di prevenzione incendi (aziende soggette al controllo dei vigili del fuoco) D.M. 10/03/1998
  • assistenza in caso di controversie con gli Enti di vigilanza preposti
 
 
LEGGE 155/97 IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI
SISTEMA H.A.C.C.P.

 
 
Il Sistema H.A.C.C.P. (Hazard Analysis Critical Control Point), introdotto per la prima volta nel 1971, si propone come un metodo per minimizzare i rischi microbiologici per la salute pubblica nel corso della produzione degli alimenti a livello industriale e a livello di ristorazione collettiva. L’applicazione del Sistema H.A.C.C.P. viene disciplinata dal D.lgs. 26 maggio 1997, n. 155. Obiettivo primario del D.Lgs. è quello di assicurare l’igiene e la sicurezza del prodotto alimentare, garantendo la salubrità delle materie prime fino al prodotto finale, seguendo fin nei dettagli l’intero ciclo produttivo. Si tratta, quindi, di un decreto fondamentale per l’intero comparto alimentare, in quanto considera l’igiene alimentare nel suo complesso e tutte le attività del settore, dalla produzione alla piccola distribuzione.

I punti principali che caratterizzano la legge sono:
  • a) l’analisi dei punti critici secondo il Sistema H.A.C.C.P. ed i relativi rischi per gli alimenti
  • b) il controllo periodico dei punti critici individuati utilizzando adeguate procedure da mantenere agli atti all’interno dell’industria
  • c) la stesura di manuali di corretta prassi igienica
  • d) l’istruzione del personale alla corretta prassi igienica
I servizi offerti sono:
  • stesura manuale HACCP per l’autocontrollo alimentare
  • corso formazione HACCP per il responsabile dell’industria alimentare e addetto qualificato che manipola alimenti
  • Tamponi superficiali