Assegno unico universale:

come funzionerà dal 2022

Dal 1° gennaio 2022 i nuclei familiari in possesso dei requisiti di legge potranno presentare domanda all’INPS per l’assegno unico e universale. La domanda per il riconoscimento dell'assegno è riferita al periodo compreso tra il mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda e quello di febbraio dell’anno successivo.

In attuazione della legge delega n. 46/2021, il Governo nel Consiglio dei Ministri dello scorso 18 novembre, ha varato la bozza del decreto legislativo che prevede, a decorrere da marzo 2022, l’assegno unico e universale. Ora dovrà essere esaminato dalle commissioni parlamentari, prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale per l’entrata in vigore.

Sarà erogato mensilmente, dietro specifica richiesta da presentare all’INPS, che provvederà anche al pagamento;  verrà accreditato direttamente sul conto corrente del beneficiario indicato in fase di domanda.

L’erogazione avviene mediante accredito su IBAN, oppure mediante bonifico domiciliato.

Per quali figli spetta l’assegno unico e universale per i figli

a) per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, decorre dal settimo mese di gravidanza;

b) per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età,  per il quale ricorra una delle seguenti condizioni:

1) frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;

2) svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8.000  euro annui;

3) sia registrato come  disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;

4) svolga il servizio civile universale;

c) per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età..

Requisiti soggettivi richiesti al richiedente:

• essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o essere titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un'attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o essere titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a 6 mesi; 

•   essere assoggettato al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;

•   essere residente e domiciliato in Italia;

• essere o essere stato residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

IMPORTI  E TABELLE

• Per ciascun figlio minorenne è previsto un importo pari a 175 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di Isee superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 50 euro in corrispondenza di un Isee pari a 40.000 euro. Per livelli di Isee superiori a 40.000 euro l’importo rimane costante".

• "Per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 85 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di Isee superiori, esso si riduce gradualmente secondo gli importi indicati nella tabella 1 fino a raggiungere un valore pari a 15 euro in corrispondenza di un Isee pari a 40.000 euro. Per livelli di Isee superiori a 40.000 euro l’importo rimane costante".

• Per ciascun figlio con disabilità minorenne è prevista una maggiorazione, sulla base della condizione di disabilità come definita ai fini Isee, degli importi individuati pari a 105 euro mensili in caso di non autosufficienza, a 95 euro mensili in caso di disabilità grave e a 85 euro mensili in caso di disabilità media". Mentre "per ciascun figlio con disabilità maggiorenne fino al compimento del ventunesimo anno di età è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 50 euro mensili. Per ciascun figlio con disabilità a carico di età pari o superiore a 21 anni è previsto un assegno dell’importo pari a 85 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un Isee pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di Isee superiori, esso si riduce gradualmente secondo gli importi indicati nella tabella 1 fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un Isee pari a 40.000 euro. Per livelli di Isee superiori a 40.000 euro l’importo rimane costante".

Come e quando fare domanda

La domanda andrà inoltrata all'Inps in via telematica, o tramite patronati, a partire dal mese di gennaio. Le modalità saranno comunicate dallo stesso Istituto entro 20 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge, che dovrebbe comunque arrivare prima della la fine dell'anno. Non c'è ancora una data in cui saranno aperte ufficialmente le domande, perché non si conoscono ancora i tempi esatti dell'iter parlamentare. L'assegno potrà essere richiesto da un genitore oppure da entrambi (in questo secondo caso l'importo sarà diviso a metà).

Come e quando arriverà

Dal mese di marzo 2022 e durerà fino a febbraio 2023. Anche chi farà domanda successivamente avrà diritto agli arretrati, a patto che la domanda sia inoltrata entro giugno. L'Inps avrà 60 giorni dalla presentazione della domanda per riconoscere l' assegno, che poi sarà accreditato direttamente sul conto corrente del beneficiario a partire dal mese successivo a quello della domanda.

VINCOLI PER I PERCETTORI DI REDDITO DI CITTADINANZA

I nuclei familiari percettori del Reddito di cittadinanza l’assegno unico per i figli sarà corrisposto d’ufficio dall’INPS (ovvero senza fare domanda). Il Governo ha poi stabilito che in tal caso, il beneficio complessivo si determina sottraendo dall’importo teorico spettante la quota di Reddito di cittadinanza relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare, calcolata sulla base della scala di equivalenza. La richiesta di suddivisione del Reddito di cittadinanza fra i componenti maggiorenni del nucleo comporta anche il pagamento dell’assegno unico in parti uguali fra gli esercenti la responsabili.

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